20 marzo 2011
31 dicembre 2010
24 dicembre 2010
gingle bell gingle bell gingle ol de uai
Stamani sono andata alla Piastra a fare le analisi del sangue. Sveglia alle 6, arrivo su a Careggi alle 7,30. Ero già preparata psicologicamente a fare oltre 3 ore di fila, e invece grazie alla nuova gestione della fila (stile quella delle poste) in meno di 30 minuti faccio l'accettazione. Evvai!
Poi arriva la mazzata: l'impiegata mi ritira la ricetta, mi da la busta con il numerino, il foglio
per andare a ritirare le analisi e il foglio per la delega.
"Ecco signorina, le sua analisi saranno pronte a partire dal primo Febbraio."
Trasecolo.
"Come p-prego, può ripetere?"
"Eeeh sa vede qui, la fosfatasi alcalina ossea e la 1,25 diidrossi vitamina D... e anche il paratormone... Ci vuol tempo."
"Ho capito. Ma ho la visita fissata dallo specialista il 10 Gennaio. Mi spiega come faccio?"
"Guardi, può provare a venire tipo il 9 e vedere se ci sono dei risultati parziali... Intanto gli fa vedere quelli al medico."
Eeccccerto! Perché il medico è un indovino, gli altri li tira a indovinare e cerca di azzeccarmi la terapia. Se deve valutare il metabolismo delle mie povere ossa doloranti dovrà pur conoscere tutti i parametri, o no? Che poi cavolo proprio gli indicatori principali vanno a mancare.
Prima incazzatura.
Mi sposto nella sala dove fanno i prelievi, mi metto a sedere e aspetto con calma il mio turno. C'è un monitor in cui via via compaiono i numeri e la stanza dove andare. Semplicissimo. No. Manco per idea. Perché il sistema si basa sul dare la precedenza a urgenze, donne incinte e chi deve cominciare qualche terapia. Quindi non vengono chiamati i numeri in ordine crescente, ma in ordine di priorità. Per capirsi, se hai il 55 non è detto che tu venga chiamato dopo il 54, magari nel mezzo ci sta un 61 che però è più urgente di te. E mi par pure giusto. A quanto pare no. Una vecchia rincoglionita con il 56 e una tizia isterica col 55 hanno fatto il diavolo a quattro. La prima perché vecchia e rincoglionita, e come tutti i vecchi e rincoglioniti è egoista e ha fretta. Fretta di far cosa poi... Hai 90 anni. Il tuo prossimo traguardo è solo la morte. E quindi stai calmina e non stressare quella povera infermiera santa donna. Alla fine l’ha fatta passare avanti, altrimenti le faceva venire un travaso di bile. Ma peggio ancora era la tizia: lei non ha neanche la scusa del rincoglionimento. Lei era solo una pazza isterica che non capiva perché il suo amico col 53 aveva già fatto e lei col 55 no. L’infermiera santa donna le ha spiegato il meccanismo dei numeri 5 volte. Ma niente. La pazza continuava a dire “E’ un’indecenza, fanno passare i loro amici. Sai quello conosce quell’altro. Magari conosce un’infermiere e via ti passa avanti. Guarda guarda mi è passato avanti anche il 67. E’ uno scandalo!” Nota bene il 67 era una ragazza con una panza notevolissima. Doveva essere all’ottavo se non addirittura già al nono mese.
Seconda incazzatura.
Dopo una mezz’oretta in compagnia di questi elementi (e di altri beninteso eh, perché questo sistema per il fiorentino medio è veramente trooooppo complicato) tocca a me, prelievo, cerotto e via.
Vado al bar, pasta e cappuccino e mi sono ripresa. Esco e mi avvio verso la stazione. All’uscita c’è una zingara col suo bicchierino di carta a chiedere l’elemosina. La ignoro e passo oltre. Mi maledice fino alla settima generazione.
Terza incazzatura.
Mi incammino sul marciapiede col mio ombrelluccio. Piove alla grande e ovviamente sulla strada ci sono le pozze. Passa uno stronzo a tutto fuoco su una pozza e mi riempie di un misto di acqua fango e olio per motore dalla testa ai piedi. Grazie di cuore, spero tu fori 4 ruote!
Quarta...
Arrivo alla stazione verso le 9,45 e il primo treno utile è alle 10,38. Parte in ritardo e in più sta fermo una vita a Campo di Marte.
Quinta... Ma più lieve, ci sono abituata.
A casa mi aspetta una bella sorpresa. La pioggia torrenziale ha riempito i fossetti appena puliti e ha ributtato all’aria la strada sistemata ieri. Tutti e tre a cercare di convincere l’acqua a passare per i fossi e a non scavar burroni nella strada.
E sesta...
Questo era solo per farvi entrare in clima natalizio e augurarvi un Buon Natale.
Ah, e un Felice Anno Nuovo.
Poi arriva la mazzata: l'impiegata mi ritira la ricetta, mi da la busta con il numerino, il foglio
per andare a ritirare le analisi e il foglio per la delega.
"Ecco signorina, le sua analisi saranno pronte a partire dal primo Febbraio."
Trasecolo.
"Come p-prego, può ripetere?"
"Eeeh sa vede qui, la fosfatasi alcalina ossea e la 1,25 diidrossi vitamina D... e anche il paratormone... Ci vuol tempo."
"Ho capito. Ma ho la visita fissata dallo specialista il 10 Gennaio. Mi spiega come faccio?"
"Guardi, può provare a venire tipo il 9 e vedere se ci sono dei risultati parziali... Intanto gli fa vedere quelli al medico."
Eeccccerto! Perché il medico è un indovino, gli altri li tira a indovinare e cerca di azzeccarmi la terapia. Se deve valutare il metabolismo delle mie povere ossa doloranti dovrà pur conoscere tutti i parametri, o no? Che poi cavolo proprio gli indicatori principali vanno a mancare.
Prima incazzatura.
Mi sposto nella sala dove fanno i prelievi, mi metto a sedere e aspetto con calma il mio turno. C'è un monitor in cui via via compaiono i numeri e la stanza dove andare. Semplicissimo. No. Manco per idea. Perché il sistema si basa sul dare la precedenza a urgenze, donne incinte e chi deve cominciare qualche terapia. Quindi non vengono chiamati i numeri in ordine crescente, ma in ordine di priorità. Per capirsi, se hai il 55 non è detto che tu venga chiamato dopo il 54, magari nel mezzo ci sta un 61 che però è più urgente di te. E mi par pure giusto. A quanto pare no. Una vecchia rincoglionita con il 56 e una tizia isterica col 55 hanno fatto il diavolo a quattro. La prima perché vecchia e rincoglionita, e come tutti i vecchi e rincoglioniti è egoista e ha fretta. Fretta di far cosa poi... Hai 90 anni. Il tuo prossimo traguardo è solo la morte. E quindi stai calmina e non stressare quella povera infermiera santa donna. Alla fine l’ha fatta passare avanti, altrimenti le faceva venire un travaso di bile. Ma peggio ancora era la tizia: lei non ha neanche la scusa del rincoglionimento. Lei era solo una pazza isterica che non capiva perché il suo amico col 53 aveva già fatto e lei col 55 no. L’infermiera santa donna le ha spiegato il meccanismo dei numeri 5 volte. Ma niente. La pazza continuava a dire “E’ un’indecenza, fanno passare i loro amici. Sai quello conosce quell’altro. Magari conosce un’infermiere e via ti passa avanti. Guarda guarda mi è passato avanti anche il 67. E’ uno scandalo!” Nota bene il 67 era una ragazza con una panza notevolissima. Doveva essere all’ottavo se non addirittura già al nono mese.
Seconda incazzatura.
Dopo una mezz’oretta in compagnia di questi elementi (e di altri beninteso eh, perché questo sistema per il fiorentino medio è veramente trooooppo complicato) tocca a me, prelievo, cerotto e via.
Vado al bar, pasta e cappuccino e mi sono ripresa. Esco e mi avvio verso la stazione. All’uscita c’è una zingara col suo bicchierino di carta a chiedere l’elemosina. La ignoro e passo oltre. Mi maledice fino alla settima generazione.
Terza incazzatura.
Mi incammino sul marciapiede col mio ombrelluccio. Piove alla grande e ovviamente sulla strada ci sono le pozze. Passa uno stronzo a tutto fuoco su una pozza e mi riempie di un misto di acqua fango e olio per motore dalla testa ai piedi. Grazie di cuore, spero tu fori 4 ruote!
Quarta...
Arrivo alla stazione verso le 9,45 e il primo treno utile è alle 10,38. Parte in ritardo e in più sta fermo una vita a Campo di Marte.
Quinta... Ma più lieve, ci sono abituata.
A casa mi aspetta una bella sorpresa. La pioggia torrenziale ha riempito i fossetti appena puliti e ha ributtato all’aria la strada sistemata ieri. Tutti e tre a cercare di convincere l’acqua a passare per i fossi e a non scavar burroni nella strada.
E sesta...
Questo era solo per farvi entrare in clima natalizio e augurarvi un Buon Natale.
Ah, e un Felice Anno Nuovo.
27 novembre 2010
In attesa di tempi migliori...
06 novembre 2010
Lucca Comics 2010
Con un po' di ritardo mi ritrovo a scrivere due righe su Lucca Comics di quest'anno.
Come al solito noi katlanghi avevamo preso uno stand alla self area (un minuscolo stand, ma vabbè) e siamo stati lì tutti e quattro i giorni per soddisfare i nostri fan. Fan che abbiamo parzialmente deluso, perchè non avevamo fatto niente di nuovo, ma Kina! ci sta levando la pelle da Giugno. Ci riprenderemo però, abbiamo già delle buone idee in cantiere. Come al solito mi sono divertita, nonostante la pioggia a secchi, le folle di nerd sudaticci e di cosplay mezzi gnudi (presumo che questa gente abbia una copertura antibiotica perenne, dato che a Lucca a Novembre non è che sia poi così caldo...).
Ecco qua il nostro stand, con i signori Bonatti e Grillotti in una delle loro migliori apparizioni pubbliche.


Sabato notte ha cominciato a piovere, come molto spesso capita a Lucca comics: sarà una metafora della situazione fumettistica italiana, o una punizione divina nei confronti dei cosplay? Non si sa, ma Domenica mattina abbiamo una bella sorpresa ad attenderci allo stand: una simpatica e persistente gocciolina d'acqua si è insinuata nel telo che copre il padiglione. Inizialmente ci arrangiamo con un bicchiere di plastica, poi aggiungiamo una busta e infine arriva uno dello staff col secchio. Per fortuna dopo poco sono intervenuti e hanno tappato la falla. E meno male, che cominciavo ad avere incubi in cui una cascata si abbatteva sulla mia testa e su quella di tutti gli autoprodotti.

Le mie fedelissime gommosissime scarpe da ginnastica mi tradiscono, e mi costringono a un rapido cambio di calzini nella speranza di tirare su meno umido possibile. Se ve lo state chiedendo... No, non è bastato e ora sono qui a soffiarmi il cervello dal naso.
Come sempre sotto al nostro bancone si accumula tutto il lordume possibile e immaginabile. I' Mancio tenta di ristabilire un minimo di ordine, ma i suoi sforzi saranno rapidamente vanificati.
Concluderei con un classico senza tempo: il Bertelli che dorme! Ma come fa? C'era un casino incredibile.

Come al solito noi katlanghi avevamo preso uno stand alla self area (un minuscolo stand, ma vabbè) e siamo stati lì tutti e quattro i giorni per soddisfare i nostri fan. Fan che abbiamo parzialmente deluso, perchè non avevamo fatto niente di nuovo, ma Kina! ci sta levando la pelle da Giugno. Ci riprenderemo però, abbiamo già delle buone idee in cantiere. Come al solito mi sono divertita, nonostante la pioggia a secchi, le folle di nerd sudaticci e di cosplay mezzi gnudi (presumo che questa gente abbia una copertura antibiotica perenne, dato che a Lucca a Novembre non è che sia poi così caldo...).
Ecco qua il nostro stand, con i signori Bonatti e Grillotti in una delle loro migliori apparizioni pubbliche.
23 settembre 2010
KINA! Fumetti in biblioteca

Dopo mesi di intenso lavoro Katlang! presenta Kina, fumetti in biblioteca. L'iniziativa è stata portata avanti insieme all'Associazione DoubleShot e grazie al patrocinio della Rete delle Biblioteche della provincia di Arezzo. Il tutto consiste in una serie di incontri, presentazioni di libri e workshop che si terranno nelle biblioteche della Provincia di Arezzo nei mesi di Ottobre, Novembre, Dicembre e Gennaio. Per vedere il programma completo e per altre informazioni clikkate qui.
Ancora faccio fatica a crederci, ma a quanto pare abbiamo finito! O meglio, abbiamo finito di elaborare il programma e oggi, dopo innumerevoli peripezie, il volantino è andato in stampa.
Sono stremata e non ho più voglia di sentir parlare di biblioteche, incontri, workshop o laboratori (che son la stessa cosa, dire worksho o dire laboratori è uguale. In inglese o in italiano, ma la sostanza non cambia. Eeeh sì, come la fate facile voi... Chi ha lavorato con me in questi mesi all'organizzazione può capirmi). Insomma, dicevo, che sono stressata e avrei voglia solo di andare a spasso, e invece no! Ora inizia il bello, ci sono tutti gli incontri da seguire, i laboratori con i ragazzini da fare... Sperando in un folto pubblico. Sperando di coinvolgere più persone possibili. Sperando..
Sarà un lungo, lungo inverno.
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